Destinazione Jamboree PDF Stampa E-mail
Destinazione Jamboree
Di Alessandro Pugliese
 
Ricordi, emozioni, sorrisi, divertimento e tante amicizie. Questo è quello che è rimasto del secondo campo di selezione del Reparto Nord Ovest (o sarebbe meglio dire reparto De Andrè, ma ne parlerò dopo), svoltosi a Bardonecchia dal 5 al 7 aprile.
È stata un’avventura fin da subito: solo l’arrivo in stazione, i biglietti, i cambi, i materiali richiestici per la gara di cucina e per i gioconi, insomma fin dai preparativi ci si aspettava qualcosa di eccezionale, e si può dire che le nostre aspettative non sono state deluse.
 
 
Appena arrivati, i capi, per guadagnare tempo e rinsaldare i legami delle appena costituite nuove pattuglie, ci hanno mandato in hike: quattro ore per arrivare a 2000m e scattare delle foto con la usa e getta in dotazione. Una camminata stancante, dove le vecchie amicizie si sono ritrovate, e quelle nuove sono nate, circondate dal panorama.
 
 
 
 
 
 Al nostro ritorno, un paio di canzoni e poi cena, un pasto caldo sicuramente meglio dei panini dopo la camminata. E la sera attività: una scenetta con curiosi personaggi per introdurci al nome del nostro reparto: reparto De Andrè; è stato scelto per come le sue canzoni riescano in modo semplice a trattare non di uomini perfetti, ma di scene di vita comune, e ci trasmettano forti emozioni; per di più è di Genica, quindi del Nord Ovest.
 
 
Dopo una nottata riposante e una colazione a suon di pane e nutella, la mattina del secondo giorno si sono effettuati i cambi dei capi pattuglia (si stanno facendo le prove per i capi pattuglia del jamboree, e sono anche lusingato di esser stato io il capo della pattuglia veneto al secondo giorno)
E ci siamo spostati per la gara di cucina, a tema regionale, ogni pattuglia cucinava in base al proprio nome: Veneto, Val D’Aosta, Lazio, Puglia, Toscana e Sicilia.
 
 
 
 
Dopo ore costellate di fuochi interrati, pollo fritto ripieno, animazioni con Topolino e cani che rubavano i cibi dalle cucine, siamo discesi per proseguire con le attività del pomeriggio.
Con un foglio A3 e le foto del giorno precedente, avevamo circa un’ora per completare una testata giornalistica regionale che descrivesse i nostri hike. Il tardo pomeriggio è stato invece dedicato alla decorazione dei nostri quadernoni Jam, con l’ausilio di cartoncini, colla vinilica e quant’altro.
 
Dopo una cena caratterizzata da quantità immonde di risotto alla milanese informe e insapore, per la sera ci hanno raggiunto tre ragazzi che hanno partecipato allo scorso jam in Thailandia (e che tra gli altri conoscono Bonjo e la Chiara) e ci hanno parlato della loro esperienza aiutandosi con delle diapositive. Infine la serata si è conclusa con un’attività di riflessione sulla Promessa, accompagnata dalle parole registrate di BP durante il primo Jamboree a Brownsea nel 1907. Ma la serata era finita, e il letto ci chiamava avidamente.
 
 
 
 
Dopo la rinnovata colazione a suon di nutella e cambi capi, siamo giunti all’ultima attività: un giocone dove diventavamo indiano o cowboy e dovevamo cercare, in costume, sacchetti di terra da setacciare per trovare le “pepite”.
 
Finito questo gioco, si fece strada l’attività scout più vecchia del mondo: la pulizia della casa e dei dintorni; attività seguita da un curioso tipo di”sondaggio fisico” e dal pranzo.
 
E così, con la bandiera calata e le parole via sms del Capo Scout, si sono conclusi tre giorni ricchi di esperienze, giorni che ci hanno portato ad effettuare un altro passo verso il ventunesimo jamboree mondiale, e anche verso la vita adulta.
 
 
 
 
 
 
 
  
 
 
 
 
 
 
 
 
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